FedoraMi, di Valentina Nuzzi

FedoraMi, di Valentina Nuzzi

Valentina Nuzzi è l’anima creativa di FedoraMI, un giovane brand milanese che realizza borse fatte a mano ma anche un sacco di magliettine ricamate (niente male!) e piccoli accessori. Cosa hanno in comune questi prodotti? Sono tutti estremamente riconoscibili e unici. Nata e cresciuta a Milano, Valentina si laurea in Economia e Marketing per poi decidere di seguire la sua vera passione: la moda. Oggi ha sempre la valigia in mano, gira per il mondo in cerca di ispirazione e perché no, anche di veri e propri materiali da utilizzare nelle sue creazioni.

Come ti descriverebbe tua mamma?

Dice che stare con me è un piacere, anche se a volte le sembra di dover arginare un fiume in piena. Non seguo mai la massa, la precedo spesso in modo “coraggioso”.

E la tua migliore amica?

Affidabile, energetica e un po’ matta.

FedoraMi - Valentina Nuzzi

Cos’è FedoraMi?

Il mio mondo, la mia evoluzione. Sto crescendo molto insieme al mio brand. Dentro ci rivedo tutti i miei viaggi, i miei stati d’animo, le esperienze. Tutto influisce sulla mia creatività e sui miei prodotti.

Ma… ci spieghi che vuol dire?

Volevo un nome che ricordasse un mondo vintage, cosi ho pensato ad un’altra mia passione: i cappelli Fedora. Ho aggiunto il Mi finale perché io sono milanese, ma soprattutto perché tutte le mie borse sono realizzate da artigiani a Milano.

I tuoi prodotti sono quasi tutti handmade… perché una produzione artigianale?

Perché amo il bello e per me l’artigianato rappresentata questo. La mia prima ispirazione è stata una borsa che mia nonna si era fatta fare su misura. Non so… mi emoziono guardando le sarte che ricamano. Apprezzo molto ciò che c’è dietro il prodotto.

FedoraMi Valentina Nuzzi-3

 

Qual è stato il ruolo dei social network nella storia di FedoraMi?

Se all’inizio erano importanti, adesso sono fondamentale. Facebook e Instagram sono i principali modi per farsi conoscere ormai!

E oggi come utilizzi i social per le tue vendite?

Come dicevo, per me Instagram è il primo strumento per farmi conoscere. Non sono un’esperta, ma ci provo. Cerco di creare storie divertenti che mi riflettano e che mettano sempre in risalto i prodotti FedoraMi.

Qual è il posto più lontano dove hai comprato dei materiali?

Nel quartiere di Nippori, a Tokyo. Il Giappone lo porto nel cuore.

FedoraMi Valentina Nuzzi-4

 

Hai preso una laurea in Economia e Marketing… i piani non erano proprio questi. Perché lanciare FedoraMi?

Perché non ero adatta a stare dietro ad una scrivania. Ho un’anima viaggiatrice e anche molto ribelle!

Ti sei mai pentita?

Tantissime volte, ma i sogni non vanno mai abbandonati.

Il mercatino più bello del mondo?

Long Beach Flea Market 

Come la mettiamo con la maglietta “snob”, non è che hai la puzza sotto al naso pure tu?

Ahahahhh, e chi non ha un po’ di puzza sotto al naso ormai?!

I tuoi 5 profili instagram del momento:

@neontalk

@designmilk

@tokyofashion

@petitpassport

@cerealmag

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fedorami.com

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L’animo green della pittrice Irene Castiglioni

L’animo green della pittrice Irene Castiglioni

Irene Castiglioni è una giovane pittrice milanese che ha da poco aperto il suo studio nel cuore dei Navigli. Gli animali in via di estinzione sono i principali soggetti delle sue opere, che riflettono l’animo green dell’artista. Irene, infatti, ha un amore e un’attenzione particolare per la natura e manifesta il suo impegno in questo senso sin da giovanissima: a 17 anni fonda OmnesGreen, un’associazione senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di sviluppare il verde all’interno delle residenze private.

Irene in una riga. La tua arte in due.

Io sono semplice, curiosa, indipendente e la mia arte è esattamente come me.

Cosa vuol dire essere una pittrice nel 2018?

Quando dipingo mi sento libera: di esprimermi e da ciò che la società impone. Allo stesso tempo però è un grande impegno, perché ci si espone 24h su 24h. Per quanto riguarda il 2018, a me in realtà piace lavorare come qualche tempo fa. Quando quella del pittore era una professione riconosciuta e si prendevano commissioni per mantenere sé stessi e lo studio.

Irene Castiglioni - Credit: Filippo Avandero

Irene Castiglioni, Credit: Filippo Avandero

Qual è il messaggio che vorresti trasmettere con la tua arte?

Mi piacerebbe sensibilizzare le persone su argomenti che mi stanno a cuore, come l’ambiente, gli animali e i bambini. Per me è molto importante questo aspetto, infatti dedico il 10% delle vendite a enti che si occupano della salvaguardia di animali o dell’educazione di bambini (es: http://bit.ly/2FRkgBy). È già qualcosa… ma mi sto organizzando per fare di più!

Tigri, leopardi, leoni… da dove arriva questo amore felino?

Avevo un gatto di nome Porthos, un randagio che ha deciso di non esserlo più quando ci siamo incontrati. Andavo alle elementari. Ho avuto modo di osservarlo per 20 anni e nei suoi occhi potevi scorgere qualcosa di selvatico. A me comunque piacciono tutti gli animali, in particolare quelli in via di estinzione. Ho iniziato dalle tigri e dai leoni forse perché avevano qualcosa di famigliare.

TIGER 0015 | 150x100 | OIL ON CANVAS | 2016 | Panthera tigris_Collezione Privata_Irene Castiglioni

Tiger 0015 (Panthera tigris sumatrea), oil on canvas, 2016. cm 100×150

Come nasce un tuo dipinto?

Seleziono un soggetto, ne studio le caratteristiche sia morfologiche (lo scheletro, i muscoli, il manto e le caratteristiche fisiche) che informative (il nome scientifico, lo stato di conservazione). Una volta chiaro il soggetto, inizio la ricerca di un’immagine a cui inspirarmi su Internet. Quando la trovo, la guardo per un po’ e poi mi butto a capofitto sulla tela con il mio pennarello.

Come utilizzi i social per diffondere la tua arte?

Il mio canale principale è sicuramente Instagram. Grazie alla visibilità che gli strumenti giusti ti permettono, riesco a raggiungere molte persone e molti nuovi clienti. Trovo sia molto interessante, anche dal punto di vista delle opportunità che si possono creare. Ho anche una pagina Facebook e a breve anche il mio sito www.irenecastiglioni.com

La tua fonte d’ispirazione principale?

Il giardinaggio, senza dubbio.

LEOPARD 002 |150x100 | OIL ON CANVAS_Collezion privata_Irene Castiglioni

Leopard 002 (Panthera Pardus), oil on canvas, 2016. cm 100×150

A casa di chi vorresti vedere appeso un tuo dipinto?

Più che in una casa, mi piacerebbe vederlo in un museo di storia naturale.

Ti ricordi quando hai deciso che dipingere sarebbe diventato il tuo lavoro?

Lo dico solo perché ormai è vero… Era il mio compleanno, Febbraio 2016, ho spento le candeline promettendomi che mi sarei dedicata una volta per tutte alla mia passione e che la mia stessa passione sarebbe diventata il mio lavoro.

Ti capita mai di lavorare su commissione?

Lavoro principalmente su commissione! Anche su 2/3 quadri contemporaneamente… il grandissimo vantaggio dell’olio sono i lunghi tempi di asciugatura 😉 Poi la verità è che sono gelosa delle mie opere, così resto distaccata… E intanto porto avanti la mia collezione privata per una mostra futura.

Scommetto che sei stata in Africa, ci racconti la più bella esperienza che hai vissuto lì?

Avevo 10 anni, eravamo in Namibia. I ricordi non sono più tanto a fuoco, però ogni tanto rivedo chiaramente il rinoceronte bianco che abbiamo avvistato mentre si abbeverava in una pozza d’acqua al chiarore della luna. Uno spettacolo! 

I tuoi 5 profili instagram del momento:

@natgeowild

@savetheelephants

@joelsartore

@lionwhisperersa

@4ocean

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L’illustratrice dell’universo femminile Emma Allegretti

L’illustratrice dell’universo femminile Emma Allegretti

Emma Allegretti è una giovane illustratrice freelance, ma anche l’amica di una vita che conosce tutti i nostri segreti. Basta visitare il suo profilo Instagram, infatti, per entrare in completa sintonia con lei. Le sue illustrazioni, linee semplici e acquerello, colgono nel segno e raccontano le ansie che tutte le giovani donne a contatto con Internet possono vivere ogni giorno. L’intento è quello di normalizzare questi sentimenti di cui ci vergogniamo, perché la verità è che non siamo le uniche a cercare “come trovare il vero amore” su Google.

Chi è Emma?

Una giovane illustratrice alle prese con il mondo, e con Instagram.

Raccontaci il tuo progetto, Allegrettiregretti:

Allegrettiregretti cerca di dare una voce alle ansie che le giovani donne di oggi possono avere. Tutte abbiamo dei problemi e nessuna merita di sentirsi sola per questo!

AllegrettiRegretti-1

Cosa vuol dire essere una 20enne nell’era di Instagram?

Instagram è un’ottima piattaforma perché mi aiuta a diffondere il mio lavoro, ma è anche la causa di molte mie insicurezze, ansie e sensi di inferiorità.

Qual è il messaggio che vorresti trasmettere con le tue illustrazioni?

Vorrei normalizzare le emozioni: nessuno deve sentirsi solo quando soffre. Vorrei che noi donne, in particolare, capissimo che non c’è un solo modo (o una sola taglia) per essere donna. Tutti i modi vanno bene. Dovremmo amarci per ciò che siamo, senza dare peso ai canoni che la società ci impone.

Ci stai riuscendo?

Ogni volta che ricevo un “like”, mi piace pensare che una ragazza in giro per il mondo stia sorridendo grazie ai miei disegni. Ricevo molti messaggi di ringraziamento. Le ragazze mi dicono che le aiuto nei momenti difficili, che si sentono capite. Mi commuovo sempre… eheh

La tua fonte d’ispirazione principale?

Mia nonna, che mi ha sempre detto di essere me stessa al 100%. E poi serie TV come Girls e Broad City, che io adoro perché sono rappresentazioni realistiche e non romanzate come i soliti programmi per “ragazze”.

AllegrettiRegretti-2

Come i social ti hanno aiutata a diffondere la tua arte?

Devo essere sincera… non sono una grande esperta. Mi sono un po’ buttata, ho caricato i miei disegni e quando ho iniziato a ricevere il supporto dei miei amici, i follower sono arrivati e le mie immagini hanno iniziato a viaggiare per il web! Instagram è stato essenziale per diffondere il mio lavoro.

Come sei riuscita a monetizzare la tua una passione?

Mi sono impegnata tantissimo. Non è facile farsi notare! Ho disegnato giorno e notte e poi ho mandato decine di e-mail a tutte le riviste in target con le mie illustrazioni. Non ho ricevuto subito molte risposte e nemmeno adesso il telefono non squilla all’impazzata, però io continuo!

L’ultima cosa che hai cercato su Google?

“come friggere le nuvolette cinesi”

AllegrettiRegretti-3

Perché lanciare il proprio progetto?

Perché è una soddisfazione indescrivibile e ti aiuta a crescere! Anche se uno “fallisce”… che cosa vuol dire fallire?! Se ci provi hai già vinto!

Ti ricordi quando hai deciso di aprire @allegrettiregretti?

Camminavo con la mia amica Ilaria su via Stamira e, mentre le esponevo i miei dubbi, lei mi diceva che la dovevo smettere di essere così insicura e che DOVEVO iniziare a mettere i miei disegni su Instagram. Un’ora dopo mi ha creato l’account @allegrettiregretti, io poi ci ho messo I disegni haha!

Dove sogni di vedere le tue illustrazioni?

In un mio libro, in tutte le librerie del mondo e nelle top 100 di Amazon!

Cosa dicono i ragazzi quando vedono il tuo profilo così femminile?

Ridono nervosamente e cercano di assicurarsi di non finire nel mio profilo. Alcuni si sentono minacciati dai miei disegni e mi chiedono perché odio gli uomini e perché sono aggressiva nei loro confronti… Io non gli do peso, quelli che pensano una cosa del genere hanno semplicemente paura delle donne forti.

Due cuori e una capanna? o Las Vegas con la mia amica Anna?

Due cuori e una capanna con la mia amica Anna!

AllegrettiRegretti-4

I tuoi 5 profili Instagram del momento:

@staizitta_magazine

@lookupthestarsastro

@itsanimatedtext

@girlboss

@scariest_bug_ever

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Atypical, di Nicolò Formenti

Atypical, di Nicolò Formenti

Nicolò Formenti è il co-fondatore di Atypical, un brand nato nel 2012 e specializzato nella realizzazione di skate fatti a mano. Pezzi unici, ispirati ai modelli anni ’60-’70, che costituiscono un ponte diretto con la realtà surfistica di quegli anni.  Atypical realizza i suoi cruiser a mano, in Italia e con legno massello di ottima qualità. Combinando così artigianalità e design contemporaneo in un brand che predilige le tavole ma strizza l’occhio anche ai tessuti.

Nicolò in una riga

Un ragazzo con tanta voglia di fare e mettersi in discussione, con l’obiettivo di trovare qualcosa che lo renda felice.

Atypical in due.

Una piccola realtà che ritrova le sue radici nel passato con lo sguardo diretto al futuro, senza porsi troppi limiti. Guidata dalla passione di chi ci mette mano tutti i giorni e dalla voglia di stupire.

Nicolò Formenti

Hawaii o California?

Le Hawaii in California. Anche se gli squali in mare mi mettono ansia.

Perché proprio gli anni ’60-’70?

Sono annate che da un po’ di tempo, per me hanno un fascino particolare. Mi interessano molte cose di quei tempi e spesso le utilizzo come fonte di ispirazione principale o anche per piccoli dettagli dei miei lavori.

Perché una produzione artigianale, invece che di massa?

Ti permette di offrire un prodotto diverso al pubblico, qualcosa curato al dettaglio dall’inizio alla fine e offre al cliente la possibilità di avere un prodotto o comunque un consumo sempre più personalizzato. Il bello sta nel riuscire a toccare le corde giuste nel chi ti commissiona qualcosa.

In un mondo di influencer, è facile trovare qualcuno che si sporchi le mani come te?

Penso di no, forse sono più difficili da trovare perché spesso chi si sporca le mani poi non si trova a dover rappresentare il proprio brand. Ma “mettere le mani in pasta” a me è sempre piaciuto.

Il ruolo dei social network nella storia di Atypical?

Direi fondamentale, oltre a darci la possibilità di farci conoscere al pubblico sono il primo mezzo con cui riusciamo a portare le persone sul nostro sito. Se fermassimo i social network automaticamente si fermerebbe tutto il resto.

Il posto più lontano da cui hai ricevuto un ordine?

A livello di chilometraggio preciso non sono sicuro… si contendono questo titolo Singapore, Australia, Colombia e South Africa. Poi non so, anche la California non è proprio dietro l’angolo.

Atypical Skateboards

Collaborare anziché competere? O collaborare per competere?

Entrambe sono strade molto interessanti. La competizione, quando è sana, stimola e aiuta ad alzare l’asticella. Collaborare per competere è una via ultimamente molto utilizzata, però anche collaborare tralasciando per un attimo la competizione aiuta.

Perché lanciare il proprio progetto?

Per mettersi alla prova e confrontarsi con qualcosa di molto grande. Farcela o fallire non deve essere troppo importante, averci provato e aver arricchito il tuo bagaglio sarà una cosa che ti porterai sempre dietro. Farlo da giovani può essere un rischio, ma si ha un vantaggio di tempo.

Ma del fatto che ora sono tutti skater, cosa ne pensi?

A me personalmente piace. È bello veder diffondersi una cultura che prima era abbastanza underground e invece adesso è accessibile a tutti. In molti hanno provato cosa vuol dire usare uno skateboard… di sicuro ha lasciato il segno! Speriamo che non sia soltanto una moda passeggiera.

Ci racconti la tua giornata di lavoro tipo?

Ne avessi una mi piacerebbe molto raccontartela. In una settimana posso avere giornate diversissime. Posso passarle tutto il giorno dietro il computer oppure tra legno, segatura e colori. L’unico punto in comune è che sono accompagnate da musica, caffè o the e tanta passione.

I tuoi 5 profili Instagram del momento:

Black Jaguar White Tiger

Petrolicius

Desillusion

Black Forest Wood Company

Atypical 

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atypical.it

instagram.com/atypicalskateboards/

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