Laboratorio Paravicini, di Costanza Paravicini

Laboratorio Paravicini, di Costanza Paravicini

Nel cuore di Milano c’è una bottega che è proprio come quelle di una volta. Si chiama Laboratorio Paravicini, è specializzato in ceramica decorata d’autore e dagli anni ‘90 decora con gusto raffinato le tavole di famiglie milanesi, ma non solo. L’idea nasce quasi 30 anni fa per mano di Costanza Paravicini, che ai tempi era alla ricerca di piatti e servizi per la tavola come quelli di una volta, artigianali ma perfetti anche per l’uso quotidiano. Non trovandoli sul mercato, decise di farseli da sola. Oggi il laboratorio è più aperto e laborioso che mai e Costanza ha due nuove aiutanti, le figlie Benedetta e Margherita Medici.

Qual è l’essenza del Laboratorio Paravicini?

La forte artigianalità della nostra produzione è la vera essenza del nostro lavoro.

Il laboratorio nasce per passione, quando è diventata una professione?

Negli anni siamo riuscite a migliorare molto nella tecnica e nella creatività. Il passo in più è stata la possibilità di personalizzare i piatti o di studiare un servizio sempre nuovo seguendo le specifiche esigenze di ogni cliente. Questo e la nostra immensa passione per ciò che facciamo hanno portato il Laboratorio a farsi conoscere sempre di più.

  

Ora siete un marchio riconosciuto, come avete fatto?

Abbiamo sempre cercato di portare avanti una produzione raffinata ed esclusiva. Riponiamo moltissima attenzione alla qualità della realizzazione di ogni piatto. Cerchiamo di seguire le esigenze e i desideri dei nostri clienti sviluppando ogni volta progetti nuovi creati specificatamente per loro.

Come vengono realizzati oggi i prodotti del Laboratorio Paravicini?

La produzione è tutta in ceramica al tornio rifinita a mano pezzo per pezzo. I nostri decori possono essere interamente dipiniti a mano ma anche realizzati a stampa o a incisione.

Da dove arriva l’ispirazione per i disegni?

Ovunque! Dalla tradizione settecentesca Europea agli spunti più contemporanei. Da riviste di Interni a mostre visitate recentemente.

Ma è vero che i vostri piatti possono andare in lavastoviglie?

Certo! Abbiamo sempre desiderato che i nostri prodotti potessero essere utilizzati anche nel quotidiano. Ciò è possibile grazie al decoro sotto vetrina che lo rende indelebile, eccetto per l’oro e il platino che sono sopra e che per questo motivo sono più delicati.

laboratorio-paravicini

Courtesy of @laboratorioparavicini

Quali sono i vostri canali di vendita?

Vendiamo direttamente ai nostri clienti privati qui in laboratorio e su ordinazione via mail ai clienti più lontani. Da poco abbiamo aperto un nuovo e-commerce: www.paravicini.it. Inoltre, siamo presenti sulla piattaforma Artemest.com che vende eccellenze artigianali italiane soprattutto sul mercato Usa. Infine, grazie a Moda Operandi abbiamo fattto diversi Trunk-Show e vendiamo anche in alcuni negozi a NY, Palm Beach, Florida, Madrid, Parigi e Londra.

Come fa un laboratorio artigianale a sopravvivere nell’era del digitale?

Bisogna stare al passo coi tempi, proporre ogni anno nuove collezioni con decori nuovi che raccontino qualcosa. E, soprattutto, bisogna “mettersi in vetrina” sui Social Network. Il nostro canale Instagram funziona molto bene e ci porta molto lavoro. Anche per questo abbiamo da poco lanciato il nostro nuovo e-commerce.

Quanto è importante una presenza social di questi tempi?

Importantissimo!! Ormai la gente ti cerca quasi solo su Instagram e vuole vedere subito cosa fai. Il sito è già passato.

Il posto più lontano da cui avete ricevuto un’ordinazione?

Grazie a Instagram siamo arrivate davvero ovunque. Non ce lo saremmo mai aspettate. I posti più lontanti forse sono stati Australia, Giappone e America.

Laboratorio-Paravicini-2018

Courtesy of @laboratorioparavicini

 

Tu e le tue figlie, due generazioni a confronto, come vi rapportate al vostro business?

Ognuno porta avanti il suo! Costanza segue la parte più creativa e dipinge sempre lei tutti i primi campioni che poi possono essere realizzati anche dalle nostre abili decoratrici; Benedetta e Margherita seguono un po’ tutto dalla produzione, ai clienti privati e non, la comunicazione, le nuove collezioni ma anche le spedizioni e le richieste più particolari.

Qual è il soggetto principale della vostra ultima collezione?

Gli uccelli del Paradiso, sei uccelli diversi e coloratissimi poggiati su una palma dalle linee fortemente geometriche. E’ una collezione che ha riscosso tantissimo successo, ma ora stiamo già pensando alla prossima..

Il consiglio per una tavola sempre perfetta?

In famiglia amiamo mescolare piatti dal decoro simile ma tutti diversi. Posate, salini, oliere e centrotavola che raccontino una storia. Solo pezzi particolari che insieme creano un’atmosfera e uno stile solo tuo!

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Hue Table Stories, di Ambra Poli

Hue Table Stories, di Ambra Poli

Ambra Poli è la fondatrice di Hue Table Stories, una linea di tessuti per la tavola. I prodotti, tutti realizzati in lino italiano, sono tagliati, cuciti e tinti a mano in singole tonalità o differenti sfumature per rispecchiare al meglio la personalità dell’acquirente. Da qui, HUE, ovvero tonalità, “ricette” di colori, per la tavola. Ambra nasce come props stylist. Si definisce molto curiosa ed è proprio questa curiosità che la spinge a ricercare la creatività in tutte le sue forme.

Come descriveresti hue table stories?

Un sogno di colori che prende vita sulle tavole di chi ama artigianalità e fibre naturali.

Ci racconti la storia dietro ogni prodotto hue?

Ogni storia Hue nasce nella Mansarda-Lab dove confeziono e tingo personalmente i miei prodotti. Il lino, rigorosamente italiano, viene tinto in capo e assume così caratteristiche uniche. Il passaggio finale è la profumazione, ormai diventata una nota distintiva e per tradizione spetta ad Alessandro, il mio fidanzato.

Dove trovi l’ispirazione per i tuoi prodotti?

Nel mondo che mi circonda, nella natura e nella città. Osservando materiali di versa provenienza e facendo MOLTA ricerca fotografica. Ma, soprattutto, testando le reazioni del colore rispetto a fibre differenti.

Da dove arriva questo amore per i dettagli?

Sicuramente dalla mia famiglia! Mia mamma è una fiorista e mio papà un architetto: mi hanno trasmesso un grande amore per i materiali, i lavori manuali e la creatività in genere. Tutte passioni che richiedono una grande cura per i dettagli.

Il particolare che non può mai mancare in una tavola:

Senza dubbio, direi i fiori. Indipendentemente dalle scelte di mise en place, danno vita alla tavola!

Quando hai deciso che la tua passione sarebbe diventata una professione?

Ho deciso di buttarmi dopo un riscontro molto positivo. E ora mi dedico a HUE quasi a tempo pieno. Ma prima che diventi la mia professione a tutti gli effetti, devo fare ancora dei passi avanti. Non c’è mai fine al miglioramento!

Courtesy of @huetablestories

Qual è stato il primo passo per mettere su il tuo business?

Oltre a tutto il lavoro di ricerca, i primi veri passi sono stati la realizzazione del sito e la registrazione del marchio. Mi hanno fatto capire che il progetto stava prendendo un’altra direzione.

La lezione che hai imparato facendo l’imprenditrice?

Sul lavoro non esiste amicizia, potrebbe sembrare una affermazione scontata ma in realtà non lo è poi così tanto.

Come ti sei proposta sul mercato?

Restando fedele al mio modo di essere e ai miei gusti. Ma, soprattutto, mettendo in risalto ciò che mi differenzia: il colore. Ciò che riesce a dare un forte valore anche a un semplice articolo. Infine, ho puntato sull’artigianalità che dà sempre quel quid in più rispetto alle alternative industriali.

L’importanza di una presenza sul digitale?

Per me la presenza sul digitale è tutto. Amo Instagram. È un canale semplice e immediato per far conoscere il mio prodotto in Italia e all’estero, per entrare in contatto con tantissime persone e un ottimo modo per raccontare la mia storia.

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Senti ma dicci la verità, quanto ci metti ad apparecchiare prima di mangiare?

Non so se posso dirlo, ma in realtà pochissimo!! Non utilizzo quasi mai i miei tessuti per apparecchiare. Spesso scelgo i canovacci dell’Ikea come tovagliette 🙂

5 account da seguire su Instagram:

@verdenius

@handandfire

@elvis_robertson_ceramics

@sundaysuppers

@upstate___

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