Ambra Poli è la fondatrice di Hue Table Stories, una linea di tessuti per la tavola. I prodotti, tutti realizzati in lino italiano, sono tagliati, cuciti e tinti a mano in singole tonalità o differenti sfumature per rispecchiare al meglio la personalità dell’acquirente. Da qui, HUE, ovvero tonalità, “ricette” di colori, per la tavola. Ambra nasce come props stylist. Si definisce molto curiosa ed è proprio questa curiosità che la spinge a ricercare la creatività in tutte le sue forme.

Come descriveresti hue table stories?

Un sogno di colori che prende vita sulle tavole di chi ama artigianalità e fibre naturali.

Ci racconti la storia dietro ogni prodotto hue?

Ogni storia Hue nasce nella Mansarda-Lab dove confeziono e tingo personalmente i miei prodotti. Il lino, rigorosamente italiano, viene tinto in capo e assume così caratteristiche uniche. Il passaggio finale è la profumazione, ormai diventata una nota distintiva e per tradizione spetta ad Alessandro, il mio fidanzato.

Dove trovi l’ispirazione per i tuoi prodotti?

Nel mondo che mi circonda, nella natura e nella città. Osservando materiali di versa provenienza e facendo MOLTA ricerca fotografica. Ma, soprattutto, testando le reazioni del colore rispetto a fibre differenti.

Da dove arriva questo amore per i dettagli?

Sicuramente dalla mia famiglia! Mia mamma è una fiorista e mio papà un architetto: mi hanno trasmesso un grande amore per i materiali, i lavori manuali e la creatività in genere. Tutte passioni che richiedono una grande cura per i dettagli.

Il particolare che non può mai mancare in una tavola:

Senza dubbio, direi i fiori. Indipendentemente dalle scelte di mise en place, danno vita alla tavola!

Quando hai deciso che la tua passione sarebbe diventata una professione?

Ho deciso di buttarmi dopo un riscontro molto positivo. E ora mi dedico a HUE quasi a tempo pieno. Ma prima che diventi la mia professione a tutti gli effetti, devo fare ancora dei passi avanti. Non c’è mai fine al miglioramento!

Courtesy of @huetablestories

Qual è stato il primo passo per mettere su il tuo business?

Oltre a tutto il lavoro di ricerca, i primi veri passi sono stati la realizzazione del sito e la registrazione del marchio. Mi hanno fatto capire che il progetto stava prendendo un’altra direzione.

La lezione che hai imparato facendo l’imprenditrice?

Sul lavoro non esiste amicizia, potrebbe sembrare una affermazione scontata ma in realtà non lo è poi così tanto.

Come ti sei proposta sul mercato?

Restando fedele al mio modo di essere e ai miei gusti. Ma, soprattutto, mettendo in risalto ciò che mi differenzia: il colore. Ciò che riesce a dare un forte valore anche a un semplice articolo. Infine, ho puntato sull’artigianalità che dà sempre quel quid in più rispetto alle alternative industriali.

L’importanza di una presenza sul digitale?

Per me la presenza sul digitale è tutto. Amo Instagram. È un canale semplice e immediato per far conoscere il mio prodotto in Italia e all’estero, per entrare in contatto con tantissime persone e un ottimo modo per raccontare la mia storia.

Courtesy of @huetablestories

Senti ma dicci la verità, quanto ci metti ad apparecchiare prima di mangiare?

Non so se posso dirlo, ma in realtà pochissimo!! Non utilizzo quasi mai i miei tessuti per apparecchiare. Spesso scelgo i canovacci dell’Ikea come tovagliette 🙂

5 account da seguire su Instagram:

@verdenius

@handandfire

@elvis_robertson_ceramics

@sundaysuppers

@upstate___

Wanna Stalk?

instagram.com/huetablestories

huetablestories.com/

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