Sofia Codraro è italo-austriaca. Di professione fa la fashion & jewels designer e l’illustratrice. È creativa a 360 °, determinata e appassionata. Nel 2016, forte di prestigiose collaborazioni con le maison Roberto Cavalli, Trussardi e Missoni, così come con i noti marchi BASILE e Swarovski, ha lanciato il suo brand battezzato Cordien Bijoux. Incontro con una giovane imprenditrice che, nella vita come sul lavoro, mette cuore e pensiero. Un connubbio davvero vincente.

 

Tuo padre è romano. Tua madre è viennese. Come si cresce circondata da due culture assai diverse?

Due culture molto diverse si, le quali mi hanno dato una grande apertura mentale, una particolare sensibilità estetica e trasversalità di pensiero e un terreno fertile su cui si è poi costruita la mia personalità un po’ camaleontica.

Quando hai capito che da grande volevi fare la fashion & jewels designer?

Da adolescente. Ho sempre preferito sperimentare piuttosto che rientrare in canoni “comodi”. Credo sia nei momenti “difficili” che si sviluppi maggiormente il nostro lato creativo; è una forma di reazione, di ribellione alla banalità oltre che di pura espressione di sè. L’esigenza di creare l’ho sempre avuta fin da piccolissima:  sono sempre stata ambiziosa e costruttiva. Mi piace migliorarmi e lavorare per migliorare gli altri. Credo che l’attenzione per gli altri sia la base per essere un bravo fashion designer; mai essere esageratamente autoreferenziali. Sono partita con il fashion e sono arrivata al gioiello in un secondo momento. È stato un caso: sono partita da alcune illustrazioni di figure femminili di diversi paesi del mondo che avevo immaginato come stampe su abbigliamento ma che hanno, poi, preso forma in gioielli: è così che è nato Cordien. Ho sempre adorato, studiato e indossato gioielli, un amore condiviso fin da piccola con mia nonna, grandissima appassionata e collezionista di gioielli anni ‘40/’50.

Courtesy of Cordien Bijoux

Perché hai scelto di studiare al l.un.a (libera università delle arti) di bologna?

Ho deciso di studiare a Bologna per rimanere in una dimensione piccola e raccolta, dove ho potuto concentrarmi e studiare senza le distrazioni e gli entusiasmi inevitabili del vivere in una nuova città. Il percorso di studi era basato su workshop: non si studiava sui libri ma si imparava ad approcciarsi con diversi professionisti che insegnavano dal fashion design, all’estetica fino alla comunicazione; è stato un percorso completo e molto impegnativo che mi ha dato la formazione e la sicurezza per iniziare a lavorare in grandi aziende già durante gli studi.

Dopo prestigiose esperienze da roberto cavalli e basile da studentessa, appena diplomata, ti sei trasferita a milano per integrare il team della direzione creativa della storica maison trussardi. Che peso hanno avuto quegli anni nel tuo percorso professionale?

Lavorare con Umit Benan, al tempo direttore creativo di Trussardi, credo sia stata l’esperienza più forte di tutto il mio percorso; è stato un po’ il mio maestro: mi ha insegnato ad essere molto autocritica, pretendere sempre di più da me stessa e da gli altri e ad avere un’attenzione maniacale per i dettagli. Umit è un grandissimo narratore, all’inizio di ogni collezione mi perdevo nei suoi racconti di viaggi ispirazionali; mi ha aiutata a definirmi come professionista ed a definire il mio linguaggio altrettanto narrativo. Mi ritengo molto fortunata: avere la possibilità, come prima esperienza dopo gli studi, di lavorare al fianco di un direttore creativo ti dà modo di imparare molto velocemente, vedere e gestire tutto il percorso creativo e di sviluppo di una collezione oltre al seguire l’organizzazione di uno show, il piano di comunicazione ecc.

Nel 2016, hai fatto il grande salto e ti sei lanciata in proprio con il tuo brand di bijoux. Cosa ti ha motivato a farlo?

Dare forma ai miei pensieri e al mio concetto di bellezza e poterli toccare con mano: questa credo sia stata la spinta maggiore, il mettermi alla prova in un gioco che conoscevo solo per metà.

Hai scelto di battezzarlo ‘Cordien’. Significa qualcosa?

È un mio soprannome: parte dal mio cognome Codraro ed è stato inventato da un’amica molto speciale, Carlotta Tabaroni; mi piace molto il suono un po’ francese, lo trovo romantico.

Courtesy of Cordien Bijoux

 

Sul tuo profilo instagram, come frase di presentazione hai inserito: “it’s all about ladies, animals and funny things”. Che intendi esattamente?

Questa frase racchiude l’essenza del mio brand, racconta ciò che amo e i temi che si ritrovano in ogni mia collezione; amo le donne del mondo, l’estetica delle diverse culture, i costumi tradizionali; amo follemente tutti gli animali, mi riempono di gioia, soprattutto quelli super colorati o i cani. In particolare il corgi, cane della regina Elisabetta: esso è elegante, regale ma buffo; è speciale penso che mi rappresenti a pieno, potrebbe essere il mio animale spirituale. “Funny Things” perché amo chi non si prende troppo sul serio. Infatti cerco di mantenere sempre uno sguardo ironico un po’ infantile; in ogni pezzo che sviluppo, c’è sempre qualcosa di imprevisto e divertente.

Courtesy of Cordien Bijoux

Parallelamente alla tua carriera di imprenditrice, continui a collaborare, da freelance, con aziende prestigiose come swarovski o missoni. Non è difficile gestire il tutto?

Lo è assolutamente. Per una mente creativa, la difficoltà di lavorare su più progetti è soprattutto nel momento creativo, che non coincide mai per tutti i progetti nello stesso periodo; quando lavori su più brand non puoi concederti la calma e l’isolamento che solitamente si ricerca in quei momenti. Devi imparare a concentrarti in modo più metodico e portare avanti parallelamente anche le questioni più gestionali e di sviluppo delle altre collezioni. Ma dà grandi soddisfazioni. Da quando ho aperto la mia attività credo di essere una figura molto più completa e trasversale, perché vivo tutti i passaggi dalla progettazione di un prodotto alla vendita nei retail; questo mi dà sicuramente una marcia in più nelle mie consulenze a grandi aziende.

Onestamente adesso che sei imprenditrice, ti piace di più lavorare per te o per gli altri? Pensi che un giorno, ti concentrerai esclusivamente sul tuo brand?

Penso di aver finalmente trovato il mio equilibrio: da una parte c’è l’espressione di me e del mio immaginario, il brivido del rischio e le soddisfazioni personali, dall’altra ho la possibilità di confronto con altri professionisti. Il lavoro in team e il progettare qualcosa che mi soddisfi stando alle richieste stilistiche e commerciali di altri è molto stimolante: questo è l’unico modo per mantenere sempre la mente attiva.  A volte, anche se si pensa di dover scendere a compromessi, capita che ci si sorprenda del risultato: i limiti possono far nascere cose straordinarie e non previste.

In realtà, da anni sei anche un’illustratrice professionista. Ci parli di questa tua passione diventata un vero lavoro? 

La definizione del proprio stile nell’illustrazione viene con il tempo e racconta i tuoi cambiamenti. All’inizio i miei disegni erano molto dettagliati poi con il tempo sono andati a sintetizzarsi ed è stato da Trussardi, per caso, nell’attesa di una riunione che ho disegnato su una ricevuta di un taxi un’ambientazione che raccontava il mood della collezione che andavamo a presentare. In quel momento ho “liberato” la mia mano e si è finalmente connessa con la mia immaginazione. È qui che le mie illustrazioni sono diventate grafiche per stampe su tessuto, pelletteria, per inviti agli show o contenuti per la comunicazione web per diversi brand.

Sul conto instagram di @cordien_bijoux, non esiti a mettere la faccia postando ogni tanto qualche scatto di te indossando le tue creazioni e i quali mettono anche in bella mostra i tuoi numerosi tatuaggi. Che rapporto intrattieni personalmente con i social?

Il mio brand è l’estensione della mia immagine; non è scontato che ci sia questa stretta connessione. Ho capito che per i clienti potersi interfacciare con una designer che rappresenta a pieno l’immaginario del proprio progetto ha un impatto forte e dà una visione immediata a 360° del mondo di riferimento e del target. Mi piace postare ogni tanto delle mie foto per mostrare da dove nascono i miei bijoux. Mi svelo, ma con moderazione, cercando di mantenere il focus sul prodotto del mio lavoro. Amo sperimentare nel quotidiano i miei outfits e mi piace condividerli (soprattutto nelle stories), vestirmi è una sorta di gioco al travestimento che faccio con grande naturalezza; sono una convinta esponente del “more is more”: gli accessori mi completano a pieno; amo decorarmi e i miei tatuaggi sono le mie decorazioni permanenti. Ho tatuate tante figure femminili ad eccezione di qualche animale.

Courtesy of Cordien Bijoux

 

In pochi anni sei riuscita a conquistare distributori internazionali di nicchia come luisa via roma, concento (tokyo) , boon the shop (seoul) o kabiri (londra). Le tue creazioni sono state segnalate su testate prestigiose come vogue, vanity fair, glamour ecc. Ma quanto è tuttavia importante per te la visibilità sui social e, soprattutto, sul più gettonato instagram?

La visibilità è fondamentale per la buona riuscita di un progetto:  per il 50% incide la qualità e l’immagine del prodotto e per l’altro 50% la visibilità e la comunicazione. Creare contenuti da pubblicare è come se fosse un terzo lavoro per me; è impegnativo ma mi diverte tantissimo. La maggior parte del materiale lo creo da sola: styling, set design, fotografia, ecc. Oppure collaboro con amiche e ragazze che hanno progetti interessanti in linea con il mio, con un focus sulla figura femminile. Creare una rete di brand e progetti emergenti credo sia nel contemporaneo l’unico modo per riuscire ad arrivare a più persone possibili. Il lavoro in team e le connessioni sono fondamentali, che si lavori per altri o che si lavori per la propria attività.

Courtesy of Cordien Bijoux

Qualche dritta utile che ti senti di dare a chi volesse intraprendere un percorso simile al tuo?

Provate e sbagliate: è l’unico modo per riuscire a capire realmente quale sarà la strada giusta per voi e per il vostro brand. Non fidatevi dei consigli degli altri, ogni brand è a sé. Quello che può funzionare per un brand potrebbe non funzionare per voi. Ogni stagione è un test. Bisogna mettere in conto le delusioni e avere la testa dura, siamo in un momento abbastanza complicato in cui stanno cambiando le dinamiche di vendita e distribuzione. Fiere e showroom non funzionano più come in passato ma showroom online o altre novità ti danno possibilità, ancora molto ristrette, di contatto con nuovi clienti. Voi siete il vostro brand, fatelo viaggiare con voi, mostratelo alle persone che incontrate, andate dove gli altri non vanno, abbiate coraggio e siate estremamente convinti del valore del vostro brand, assicuratevi di avere un messaggio da comunicare: non basta il prodotto ci vogliono cuore e pensiero.

5 account instagram che ci consigli di seguire 

@carlottatabaroni

@mulierismagazine

@mirandamakaroff

@bluetifulmilano

@topithecorgi 

Wanna Stalk?

https://www.instagram.com/cordien_bijoux/

https://www.cordien.it/

 

 

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