Cambiare rotta. All’improvviso. Tornare a studiare. Per reinventarsi. Mollare l’ambita  professione di Investment banker per diventare un imprenditore a tutti gli effetti. Come suo padre. È la scelta – professionale e personale- coraggiosa di Nicolò Gavazzi, founder di UP TO YOU ANTHOLOGY, l’innovativa piattaforma di e-commerce specializzatasi nella produzione e commercializzazione di borse di lusso. Progettate da designer, noti e non. Incontro con un neo startupper ambizioso che crede, più che mai, nella creatività. Talented people are always welcome!

Come la maggior parte di chi, come te, studia e si laurea presso la prestigiosa università  Bocconi di Milano, immagino che tu abbia sempre avuto tra i numerosi sogni nel cassetto quello di intraprendere una carriera da imprenditore?

È vero, negli anni di studio all’università si ha la possibilità di sognare tanto sulla propria futura vita lavorativa; anche perché tutto deve ancora succedere. E così mi sono immaginato una carriera in ogni paese del mondo, a lavorare in ogni settore possibile, manager di multinazionali o fondatore di start-up… insomma, con la fantasia si fa presto a sognare. Certamente fare l’imprenditore era uno dei miei sogni. Anche perché è  la professione di mio padre

 

Courtesy of UP TO YOU ANTHOLOGY

 

Dopo esserti laureato nel 2006 e aver lavorato nell’ambito bancario presso le sedi milanesi di Morgan Stanley e Lazard, nel 2010, hai deciso di cambiare rotta: sei volato nella Grande Mela per riprendere a studiare e frequentare un M.B.A presso la Columbia University. È stato proprio in quel momento che hai capito cosa avresti fatto da “grande”?

L’MBA è stata un’esperienza incredibile. Tornare a studiare dopo qualche anno di lavoro è stato molto stimolante (oltre che molto divertente!). Vivere a New York è di per se un’esperienza pazzesca ma non soltanto: vi ho incontrato tantissime persone interessanti e infine ho studiato per imparare! Durante l’MBA andavo in giro dicendo di avere due uniche certezze:  non sarei tornato nel settore dell’investment banking e non sarei andato a lavorare in Boffi, l’azienda di famiglia. In realtà, dopo pochi mesi ero in Boffi, dopo aver accettato la proposta di mio padre di diventare il responsabile per l’area Asia. Un’opportunità imperdibile che si è poi rivelata proficua.

Quanto ti hanno preparato al tuo recente ruolo di neofounder della piattaforma di e-commerce UP TO YOU ANTHOLOGY, le tue esperienze lavorative da Hermès, Boffi, De Padova o più recentemente da Gallo?

L’esperienza in Boffi | De Padova è stata fondamentale per la mia crescita professionale. Occupandomi di commerciale prima in Asia poi in Europa e nel mondo, ho imparato a interagire con praticamente tutte le culture così come a ragionare come brand globale. Gestendo un network di negozi di proprietà ho imparato quanto è importante una gestione trasparente, empatica ed efficiente delle persone. E, infine, a fianco di mio padre che ha deciso di rendermi partecipe della maggior parte delle decisioni aziendali, ho imparato la gestione dell’azienda a 360°. In Hermès e in Gallo, ho avuto modo di cimentarmi con il settore della moda: in Hermès, mi occupavo di merchandising e buying, mentre in Gallo, di strategia. Tutte queste esperienze hanno sicuramente contribuito a prepararmi a questo progetto, anche se, poi, quando mi sono buttato in questa nuova avventura, tante cose sono risultate nuove. E affrontarle da solo si è rivelato una vera e propria sfida.  Mi sono sentito un po’ come alla nascita della mia primogenita Margherita: Si può anche essere preparati ma poi, nella realtà, ogni giorno è una sfida nuova… certamente fare il papà è molto più difficile che fare l’imprenditore!

Prima del lancio ufficiale, avvenuto lo scorso 5 dicembre 2019, quanto è stato lungo e difficoltoso la concretizzazione di questo tuo progetto personale?

Avevo già scritto un draft di business plan qualche anno fa. Ma è a fine febbraio del 2019 che ho iniziato a lavorare seriamente al progetto, concretizzatosi, infine, in una decina di mesi. All’inizio, mi sono confrontato con Piero Lissoni, il quale mi ha dato un feedback positivo. Insieme al fratello Massimo, mi hanno aiutato con la corporate identity e con l’immagine coordinata. Successivamente, ho iniziato a lavorare al sito e ho coinvolto nel progetto una persona che lavorava in De Padova su tessuti e pelli, esperta del mondo della pelletteria. Ho risolto così, in gran parte, la fase produttiva e quella di sviluppo di prodotto. In un secondo step, con l’obiettivo di creare una collezione di prodotti interessanti, sono andato in cerca di altri noti designer. Conosciuti in occasione dell’edizione 2019 del Salone del Mobile o di viaggi a Tokyo, Londra, New York e in Germania. Ma grazie anche a conoscenze  personali e all’aiuto di mio padre e a quello di Giulio Cappellini. Poi ho trovato una persona per la produzione/logistica e operations, una per l’e-commerce, due persone per seguire i designer, gli shooting fotografici, la stampa e gli eventi. E il 5 dicembre del 2019- data di lancio ufficiale del sito www.uptoyouanthology.com –, abbiamo organizzato un evento a Milano: oltre alla presentazione organizzata in una biblioteca rinascimentale delle borse, appese al soffitto con corde colorate, ogni due ore, le modelle hanno sfilato per strada.

 

Courtesy of UP TO YOU ANTHOLOGY

 

Courtesy of UP TO YOU ANTHOLOGY

  

In che cosa UP TO YOU ANTHOLOGY si distingue dalla solita piattaforma di e-commerce?

UP TO YOU ANTHOLOGY dà al designer i pieni poteri sulla sua borsa. Senza nessun limite alla sua creatività. Racconta lui al cliente la propria ispirazione. Come ha sviluppato il progetto con la produzione. Sceglie lui le foto o i video che racconteranno la sua creazione. Così come il prezzo di vendita. È la sua borsa! Per il cliente, è un’esperienza di acquisto fantastica e davvero speciale in quanto ha una connessione più diretta e personale con il creativo che ha pensato il prodotto.

 Instagram @uptoyouanthology

 

Forse conviene anche chiederti, a questo punto, perché si chiama così. Non temi che sia un nome un po’ complicato da memorizzare per il consumatore finale medio?

È vero che è un nome complicato! Però, secondo me, è molto coerente con il progetto. Per la scelta del nome ho organizzato una cena con amici creativi. Abbiamo pensato a tantissimi nomi in italiano e in inglese, lunghi o corti, affascinanti o ironici. Dopo qualche giorno di riflessioni notturne, una coppia di questi amici ha proposto “UP TO YOU”. Mi è piaciuto molto perché suona bene e spiega bene il concetto base di questo progetto, ovvero che le decisioni sul prodotto e sulla gestione del prodotto sono a carico del designer stesso. Purtroppo, il mio avvocato mi ha obbligato a cambiarlo perché era già registrato in altri paesi, e anche perché il dominio uptoyou.com costava troppo. A quel punto, però, mi ci ero affezionato e, difficilmente, riuscivo a pensarne altri. Allora abbiamo pensato di aggiungere una parola ed è diventato “UP TO YOU COLLECTION”. Quando con Lissoni Graph.x, art director di Boffi, stavamo ideando il logo, loro mi hanno suggerito di cambiare il nome in UP TO YOU ANTHOLOGY. Perché, in effetti, più che una collezione si tratta di un’antologia di progetti interessanti.

Immagino che per accrescere la vostra visibilità, a breve e medio termine, farete leva sul marketing con un’apposita comunicazione: Tradizionale ma anche e soprattutto 2.0?

Se, sicuramente per far conoscere un e-commerce, tutta la comunicazione che avviene online risulta più immediata, in quanto il lettore incuriosito può andare direttamente sul sito, ovviamente, non trascuriamo la comunicazione tradizionale La vera sfida è riuscire a comunicare, fin da subito, a livello globale. Idealmente, vorremmo investire su Giappone, Stati Uniti e Italia, anche perché molti nostri designer provengono da questi paesi. Ci piacerebbe accompagnare le campagne online con eventi offline. Nel 2020, vorremmo organizzare un evento a Tokyo e a New York.

In merito, avete già qualche piano strategico specifico per la gestione dei vostri account social? Instagram?  Tik Tok?

Per ora, ci stiamo concentrando su Intagram (@uptoyouanthology) e Facebook. I prossimi saranno LinkedIn e forse, Pinterest. Certamente teniamo sotto controllo altri possibili social media emergenti ma se decideremo di aprire un nuovo social media, andrà presidiato con cura, tempo….e budget. Invece stiamo lavorando per lanciare una campagna di crowdfunding su Kickstarter. Ci auguriamo di avere il supporto della comunità di Kickstarter per riuscire ad accelerare la crescita della brand awareness nel mondo, per investire in eventi e digital media e per poter finanziare più progetti di studenti. Se stiamo già lavorando con studenti della Bocconi a Milano e della Columbia Business School a New York, vorremmo poter lavorare con molti più studenti in giro per il mondo.

 Minima Hula Hoop by Leonardo Talarico, Courtesy of UP TO YOU ANTHOLOGY

 

In meno di sei mesi di attività online, sono tanti i noti designer che hanno collaborato con voi: Giulio Cappellini, Elena Salmistraro, Leonardo Talarico, Naoto Fukasawa… Come sono nate queste proficue partnership creative?

Negli anni in Boffi ho avuto modo di conoscere molti designer del mondo dell’architettura/design. Mi è sembrato interessante proporre loro una sfida in un ambito diverso dal loro. E devo dire che tutti sono stati molto incuriositi e stimolati da questa sfida. Credo che il mondo del design e quello della moda siano abbastanza vicini e che, contaminandosi, siano in grado di generare idee interessanti. In effetti, le borse che hanno disegnato, sono più oggetti di design. Meno accessori. Un mix di funzionalità e di estetica. Semplici ma originali.

 

Greta by Elena Salmistraro, Courtesy of UP TO YOU ANTHOLOGY

 

Da un paio di anni ormai, sono tanti i brand italiani e/o esteri che coinvolgono influencer per campagne, capsule collection. Potreste ipotizzare anche voi di convincerne alcune a farvi da designer per progetti ad hoc?

Certo. La piattaforma si presta molto ad eventuali influencer, desiderosi di disegnare un prodotto e di provare a venderlo. Non è semplicissimo trovare una catena produttiva e, soprattutto, una distributiva: UP TO YOU ANTHOLOGY si prende cura delle fasi di sviluppo di prodotto, della produzione e della vendita. Se un influencer ha un’idea innovativa per una borsa, deve semplicemente disegnarla e poi promuoverla, quello che le/gli influencer sanno fare di meglio!

Se non ho ancora un nome ma ho tanta creatività e sogno da sempre una mia borsa, UP TO YOU ANTHOLOGY è la piattaforma giusta per me?

Certamente! Io stesso- che non ho certamente un background da creativo- anni fa, avevo disegnato una borsa per una mia fidanzata di allora. Avevo provato a farla produrre a mia nonna ma il risultato non era stato esattamente quello che volevo. Ora grazie ad UP TO YOU ANTHOLOGY, la borsa che avevo sognato è diventata realtà.

 

Cherry Bag by Nicolò Gavazzi, Courtesy of UP TO YOU ANTHOLOGY

 

3 account che ci consigli di seguire…

@greatbigstory

@knowthismind

@dezeen

 

 

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